Fal-e Hafez
Il Fal-e Hafez è la tradizione persiana di divinazione con il «Divano» di Hafez: si apre la raccolta a una pagina qualsiasi e si legge il ghazal che capita come risposta alla domanda. In Iran è una pratica domestica, soprattutto per il Nowruz e nella notte di Yalda.
Come si pratica
Si tiene il libro tra le mani, si formula la domanda mentalmente, e talvolta ci si rivolge a Hafez stesso chiedendogli di dare la risposta giusta: è una formula tradizionale. Poi si apre il «Divano» a caso e si legge per intero il ghazal sulla pagina di destra, non un singolo verso.
Se il ghazal non risponde alla domanda, la tradizione ammette di leggere il successivo: lo si considera una precisazione, lo «shahed» (il testimone). Non si consulta il libro più di due volte nello stesso giorno.
La pratica è così diffusa che ne esiste una versione di strada: un indovino con un pappagallo o un canarino che pesca da una scatola un biglietto con un ghazal.
Perché proprio Hafez
Hafez di Shiraz (1315 circa – 1390) è il poeta centrale della tradizione persiana, e il suo «Divano» si trova nella maggior parte delle case iraniane accanto al Corano. Gli è rimasto l'appellativo di «Lisan al-Ghayb», «la lingua dell'invisibile», e questo spiega la pratica stessa: si ritiene che i suoi versi dicano più di quanto l'autore potesse intendere.
I ghazal di Hafez sono costruiti in modo da ammettere più letture contemporaneamente: amorosa, mistica e sociale. Per questo quasi ogni ghazal si adatta a quasi ogni situazione della vita, ed è qui il segreto della longevità del metodo.
Perché non abbiamo un calcolatore
Programmare una scelta casuale fra circa cinquecento ghazal è semplice. La difficoltà sta nei testi: perché la divinazione abbia senso serve una traduzione letteraria con commento; un ghazal reso in russo con una traduzione letterale non funziona come risposta, perché perde l'ambiguità su cui tutto si regge.
Esistono traduzioni di Hafez in russo, ma la maggior parte è protetta da diritto d'autore e la qualità varia molto. Pubblicare una traduzione letterale qualsiasi significherebbe rovinare sia il metodo sia il poeta.
Pratiche simili
La divinazione con i libri è una famiglia di metodi a sé, nata indipendentemente in culture diverse: le «Sortes Vergilianae» con l'«Eneide» a Roma e nell'Europa medievale, la divinazione con la Bibbia, gli omikuji giapponesi e l'oracolo di Guan Yin cinese, dove i testi già pronti sono numerati.
Il principio comune è uno solo: l'accesso casuale a un ampio corpus di testi espressivi. La risposta non la crea il libro, ma il lettore, che cerca nel testo un legame con la propria situazione; ed è proprio per questo che il metodo funziona soggettivamente.