Ghematria
La ghematria è il calcolo del valore numerico delle parole ebraiche. A ogni lettera corrisponde un numero, la somma delle lettere di una parola ne dà il valore, e le parole con la stessa somma sono considerate legate nel significato.
Come funziona il conteggio
Il sistema standard, il mispar gadol, assegna alle lettere valori da 1 a 400: alef 1, bet 2 e così via in ordine fino a tav 400. Le cinque forme finali delle lettere in alcuni sistemi ricevono valori da 500 a 900.
| Intervallo | Lettere |
|---|---|
| 1–9 | Alef – tet |
| 10–90 | Yod – tsadi |
| 100–400 | Qof – tav |
Esistono anche altri metodi: il mispar katan riduce i valori a una sola cifra, l'atbash scambia le lettere secondo un principio speculare, il mispar siduri conta le lettere in base al numero d'ordine.
A che cosa serve
Nella tradizione ebraica la ghematria è uno strumento di interpretazione del testo, non di previsione. I commentatori collegavano le parole con la stessa somma, trovandovi un significato aggiuntivo del versetto biblico.
Un esempio classico: le parole «vino» e «segreto» danno la stessa somma, e da qui deriva la nota interpretazione secondo cui il vino scioglie la lingua.
L'uso divinatorio è tardo e in gran parte estraneo alla tradizione.
Perché non c'è un calcolatore
Per l'alfabeto cirillico la ghematria non esiste: il sistema è costruito sull'alfabeto ebraico. La traslitterazione di un nome russo in ebraico è ambigua, e le diverse varianti danno numeri diversi.
Faremo un calcolatore per le parole in ebraico quando riusciremo a occuparci della tastiera. Calcolare la «ghematria» di un nome russo con una tabella inventata non lo faremo: sarebbe un'imitazione del metodo.