Isopsefia
L'isopsefia è l'analogo greco della ghematria: le lettere dell'alfabeto greco hanno valori numerici, e la somma delle lettere di una parola ne dà il numero. Il termine significa letteralmente «uguale nel conto con i sassolini».
Come funziona il conteggio
L'alfabeto greco dà valori da 1 a 800, e nel conto entrano tre lettere arcaiche uscite dalla scrittura comune: stigma 6, koppa 90, sampi 900.
| Intervallo | Lettere |
|---|---|
| 1–9 | Alfa – theta (+ stigma) |
| 10–90 | Iota – koppa |
| 100–800 | Rho – omega (+ sampi) |
Dove si incontra
L'isopsefia è nota da iscrizioni e graffiti del mondo ellenistico: a Pompei si è conservata un'iscrizione in cui un innamorato ha cifrato il nome della ragazza con un numero.
Il caso più famoso è il numero 666 nell'Apocalisse di Giovanni. La maggior parte degli studiosi lo collega proprio all'isopsefia: la somma delle lettere del nome «Nerone Cesare» scritto in ebraico dà 666, il che spiega anche la variante 616 presente in alcuni manoscritti.
Questo, tra l'altro, è un buon esempio di come funziona il metodo: non predice, codifica.
Perché non c'è un calcolatore
Il motivo è lo stesso della ghematria: il sistema lavora con l'alfabeto greco. Per i nomi russi servirebbe una traslitterazione, che è ambigua.
Se ti serve calcolare una parola greca, scrivici: aggiungeremo la tastiera al calcolatore del numero del nome.